DISCONNESSIONE E LE CONSEGUENZE SULL’OPINIONE PUBBLICA

Una persona non scientologa ha scritto all’Indipendologo il 20 Maggio 2013 esprimendo le sue idee riguardo ciò che ha saputo circa la DISCONNESSIONE. Noi lo riportiamo qui perchè ci sembra molto indicativo su quale sia il concetto e la reputazione che la “Chiesa” di Scientology ha sull’opinione pubblica a causa di questa infame pratica.

Renata Fruscella Lugli

 

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Premesso che non sono una Scientologa e non ho mai avuto niente a che fare con Scientology, vorrei esprimere il mio pensiero circa la “disconnessione” che, da quel che sto apprendendo, la Chiesa di Scientology sta applicando.

Sono venuta a conoscenza della filosofia di Scientology tramite il mio compagno che, dopo aver frequentato per anni la Chiesa, ne è uscito rendendosi conto che chi la gestisce dall’alto, non ha come scopo quello di rendere libero l’Essere e quindi di migliorare il genere umano, ma pensa solo a riempire di denaro le proprie tasche manipolando le persone.

Anch’io ho intrapreso da qualche anno un percorso spirituale e spesso con il mio compagno ci troviamo a confrontare le nostre esperienze, così mi sono ritrovata a leggere alcune cose scritte sul vostro blog.

Proprio oggi ho visto per la prima volta l’intervista fatta ai coniugi Lugli nella trasmissione di Verissimo, cui hanno offerto la loro testimonianza.

Credetemi se vi dico che sono rimasta sconvolta!

Per me la religione, qualunque essa sia, deve trasmettere amore, unione, fratellanza, comprensione; deve fare dell’uomo un uomo migliore, generare sentimenti positivi e non indurre alla sofferenza e all’odio.

E’ inaccettabile il fatto che un genitore non possa più vedere il proprio figlio solo perchè non intende più frequentare la Chiesa e vietare qualsiasi tipo di contatto fra di loro. Questa è cattiveria, violenza, abuso psicologico!

Nel sentire la testimonianza dei Lugli mi ribolliva il sangue!

Quando poi, la Signora Renata ha raccontato della sua amica, alla quale fu tenuto nascosto il decesso del figlio, (in quanto anche lei disconnessa) e non le è stato permesso di vederlo, mi è scoppiata dentro una tale rabbia che avrei voluto avere tra le mani questo “signor” Miscavige per farlo a pezzettini.

Dico questo perché, ho anch’io purtroppo perso mio figlio quando aveva 25 anni, a seguito di un incidente stradale.

La tragedia è successa di sabato sera e quando ho avuto la notizia dai vigili mi sono precipitata in ospedale, ignara del fatto che fosse già deceduto; mi avevano detto che era grave lasciandomi intendere che fosse ancora vivo.

Dopo avermi dato la notizia e non so quante gocce di valium per tenermi calma, chiesi di farmi vedere mio figlio; volevo accarezzarlo, dire una preghiera tenendogli la mano, ma non mi è stato permesso perché la legge prevede che in caso di incidente, ci sia una perizia da parte di un medico legale.

Pertanto, essendo di sabato, dovevo attendere fino a martedì, poiché la perizia sarebbe avvenuta soltanto il lunedì.

Mi sarebbero bastati 5 minuti ma non c’è stato nulla da fare.

Ho piantonato l’ospedale per due giorni cercando di convincere qualche medico, ma è stato tutto inutile e alla fine ho dovuto attendere martedì per vederlo, soffrendo atrocemente.

Ora potete comprendere cosa ho provato ascoltando l’intervista, sentendomi molto vicina a queste due mamme.

L’unica cosa che mi viene da dire è: “Caro Miscavige e quanti altri intorno a te che fanno praticare la disconnessione, provocando così tanto dolore nelle persone, segui le istruzioni del Maestro (Ron Hubbard) e annulla la disconnessione come risulta dal documento che vedo pubblicato sul blog in data odierna.

E ricordati che la legge del Karma non perdona!”

Flower

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